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5 cose da fare prima di mettersi in proprio

5 cose da fare prima di mettersi in proprio

Mettersi in proprio da alcuni viene visto come un modo per essere più liberi ed aver più tempo libero. Se chiedete invece a chi è già in proprio da qualche anno scoprite che la realtà è molto diversa. Soprattutto agli inizi è necessario molto più tempo e molto impegno, e talvolta, addirittura occorre investire il proprio capitale.

Certo, l’idea di essere il capo di noi stessi è affascinante, ma come si fa a sapere cosa serve per diventare imprenditore?

Prima di tutto occorre fare una riflessione approfondita sui motivi per cui si desidera diventare un imprenditore. Per alcuni, è una combinazione di fattori: mettersi in gioco, seguire la propria passione, liberare la propria creatività soffocata nei precedenti lavori, avere orari flessibili e perché no, aumentare le possibilità di guadagno. Per approfondire questo tema ti consiglio questo articolo.

Tuttavia per raggiungere questi obiettivi del tutto legittimi, occorre prima di tutto apprendere la mentalità corretta, e abbandonare la mentalità del dipendente. Non esprimo giudizi tipo meglio una o meglio l’altra, ma sono approcci completamente diversi al mondo del lavoro.

Ad esempio, nel momento in cui decidi di metterti in proprio, il tuo successo sarà legato ai risultati e non più al tempo che passi in ufficio, e dovrai imparare a ”venderti” come professionista o vendere i tuoi prodotti come imprenditore. Se queste competenze o qualità personali non le hai sviluppate da dipendente o da manager, ecco che il primo passaggio sarà riflettere bene su questi punti e molti altri.

Vediamo altri cinque punti di riflessione e cose da imparare.

  1. Impara a gestire i numeri e le tue finanze

La gestione delle finanze per un dipendente è molto più semplice rispetto ad un professionista o addirittura un imprenditore. Il dipendente percepisce un reddito netto e a quel punto deve solo imparare a gestire le finanze personali. Appena apri una partita iva, ecco che inizi a ragionare sul concetto di fatturato, di spese attinenti la tua attività, di imposte e tasse, F24, di scadenze e molto altro. Specie per chi si occupa di professioni più creative questo passaggio potrebbe essere un piccolo trauma. Inoltre si genera confusione tra la finanza personale e quella aziendale, non riuscendo più a capire se il problema è nella professione o nella finanza personale.

Purtroppo la conseguenza spesso è quella di non riuscire a gestire questa complessità, e generare debiti, ad esempio per pagare imposte non correttamente previste e accantonate.

La buona notizia è che queste cose si possono imparare. E riuscire a gestire i numeri, e non essere gestito, ti permette di essere più libero e creativo come professionista ed imprenditore.

  1. Conosci e impara a seguire la tua passione ed i tuoi talenti

Nel lavoro da dipendente, più o meno, abbiamo sempre qualcuno che ci dice cosa fare, spesso gli obiettivi ci vengono calati dall’alto, e quindi le nostre possibilità di scegliere cosa fare tutti i giorni non è del tutto una scelta nostra. Appena ti metti in proprio questa libertà aumenta in maniera esponenziale. Ciò naturalmente per alcuni è molto positivo, per altri può essere un limite se non si è in grado di conoscere bene la propria direzione, i proprio obiettivi, su cosa indirizzarsi, ad esempio, nella scelta di cosa ci piace o non ci piace fare, su come trasformare le nostre passioni in business, su come riconoscere i proprio talenti e metterli al servizio dei nostri clienti.

Diventi tu il pilota, sei tu a decidere se andare a destra o sinistra, accelerare o fermarti, fare inversione o cambiare strada. Assumersi la responsabilità delle proprie scelte, di seguire la propria passione e mettere a frutti i propri talenti è una scelta profonda e non priva di conseguenze ma col tempo scoprirete che esistono molte persone che vi stanno aspettando.

  1. Impara a gestire i rischi

Il lavoro da dipendente, anche se col tempo sta diventando sempre meno vero, dà alle persone un maggior senso di sicurezza. Molti rimangono dipendenti anche se insoddisfatti proprio per la paura di perdere tutto.

Tuttavia come professionista ed imprenditore, la via del successo sarà ricca di sbagli, di fallimenti, di scelte che dovrai prendere spesso senza avere tutti gli elementi. E per fortuna, perché ogni sbaglio ti renderà più forte, ogni errore sarà un insegnamento, ogni fallimento ti avvicinerà al prossimo successo.

Gestire lo stress dovuto a sopportare il rischio, la possibilità di sbagliare è fondamentale. Del resto per imparare a volare qualche rischio lo si corre.

  1. Imparare, imparare, imparare!

Per fare gli imprenditori non necessariamente serve avere una laurea ma sicuramente serve essere informato su cosa succede nel mondo e soprattutto nel nostro settore, serve apprendere costantemente ed in questo per fortuna la tecnologia ed il web ci possono dare una mano. Oggi grazie al web possiamo documentarci ed imparare tutto quello che vogliamo, spesso anche gratuitamente. Raccogliere informazioni e riuscire ad utilizzarle per potenziare il nostro business è alla base del successo di qualunque imprenditore. Non parlo solo di informazioni tecniche, ma anche di spunti, idee, confronto, feedback, ecc.

Pensati a quanti imprenditori devono e stanno imparando a fare business online e si devono oggi confrontare con lo sviluppo dei contatti tramite i Social Network.

In questo chi si ferma è perduto. Imparare sempre cose nuove è fondamentale per continuare ad avere un business.

  1. Impara a gestire il tempo e le distrazioni

Mettersi in proprio richiede una buona capacità di gestire il proprio tempo, le proprie priorità, capire cosa è importante e cosa può essere posticipato, e soprattutto veniamo bombardati da una serie di distrazioni che spesso ci rubano molto tempo, a partire dalla tecnologia, dai Social, dagli smartphone, ecc.

Inoltre occorre anche imparare a gestire la maggiore libertà, ad esempio a gestirsi la giornata, gli orari di lavoro e di riposo, a dedicare delle giornate alle attività di marketing e vendita, altre al controllo dei numeri, e altre alla produzione del bene o del servizio, ecc.

Diventa quindi importante trovare il proprio modo per gestire to-do list, agenda, memo, ecc. e soprattutto distinguere le cose importanti dalle urgenze.

Quali altri spunti di riflessione ti senti di fare in base alla tua esperienza?

About Alberto Baruffaldi

Società: fd research group srl  -  Aree di competenza: Controllo di Gestione, Finanza Aziendale e Business Development  -   Interessi: Coaching, No Profit, Business Networking e nuove tecnologie.

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