23 settembre 2014
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Intervista a Luigi Matrone: ecco perché creare un social business funziona!

Intervista a Luigi Matrone: ecco perché creare un social business funziona!

E’ il 14 Gennaio 2013 quando sul sito della “Bibbia del Management” – l’Harvard Business Review – compare l’articolo: “perché ogni business dovrebbe essere un Social Business“.

Una delle motivazioni apportate a sostegno di questa tesi è che il loro modello di business è più efficace rispetto a quello delle altre aziende.

Mi viene quindi in mente un mio caro amico, imprenditore sociale, esperto di Modelli di Business, e decido di fargli alcune domande.

Luigi Matrone

Luigi Matrone ha fondato insieme altri 2 partner l’azienda Lovin’Com, dopo aver lavorato per 9 anni come Global Brand Manager di Procter & Gamble. Luigi è esperto di personal branding e segue come coach e mentore diversi progetti di start-up.

D: Luigi, uscito da un’esperienza come Global Brand Manager di Procter & Gamble, cosa ti ha spinto a diventare imprenditore?

R: “Il lavoro dei sogni non è quello che trovi ma quello che ti crei“. Questa frase sintetizza il mio passaggio da Brand Manager ad Imprenditore meglio di qualsiasi altra. Benchè il lavoro in una grande realtà come P&G mi abbia insegnato e dato tantissimo, ho sempre sentito di dover fare qualcosa di piu’, qualcosa di diverso che mi consentisse di esprimere realmente il mio potenziale, permettendomi di creare valore per gli altri.

D: Perché scegliere di diventare “imprenditore sociale“?

R: La storia economica è fatta di cicli. Quello attuale, basato sulla ricerca del profitto ad ogni costo, sta venendo alla sua fine naturale. Il nuovo ciclo, disegnato dalle imprese sociali, vede un cambiamento del ruolo delle aziende, non piu’ orientate solo all’arricchimento dei soci, ma interessate alla creazione di valore per chi vi lavora e per la società circostante. Da questa ferma consapevolezza è nata Lovin’Com, un’impresa che vuole operare in un’ottica di “Lovin” sia verso l’esterno che l’interno dell’azienda stessa.

D: Quale suggerimento daresti a chi oggi si trova ad affrontare una situazione di ri-collocamento professionale?

R: Quello che per me ha funzionato è stato lavorare allo sviluppo del mio percorso professionale e pianificare le prossime mosse con anticipo. Inutile dirsi, senza una corretta pianificazione non si va lontani. Inoltre, mai credere di essere capaci di affrontare problemi complessi come questo da soli. Farsi aiutare da un coach o un consulente velocizza il processo e rende più forti e sicuri.

D: Luigi, voglio creare il mio “piano di sviluppo professionale“. Da dove inizio?

R: Il primo passo è dare una risposta a domande come “Quali sono i miei obiettivi professionali?“, “Qual’è il mio proposito?“.

A queste domande bisogna unire un’analisi personale per definire in modo chiaro le competenze tecniche, i valori che vuoi guidino la tua professione e i punti di forza dal punto di vista personale.

E’ da un anno circa che ho iniziato ad utilizzare il “Business Model You“, un modello semplice ed efficace per ripensare il proprio percorso di carriera cosi’ come le aziende pensano ai propri modelli di business. La differenza principale? la risorsa chiave del modello sei TU.

D: Ti occupi come coach di sviluppo del personal branding: qual’è l’impatto sociale positivo di questa tua attività professionale?

R: Credo che ogni individuo possa fare una grande differenza nella società, e per farlo deve poter esprimere al 100% il suo potenziale.

Ogni giorno, con le nostre azioni, diamo all’esterno un’immagine di noi stessi. Questa immagine ci identifica e viaggia con noi. Non è possibile raggiungere determinati risultati senza una chiara consapevolezza di cosa si stia trasmettendo all’esterno. Per fare un parallelismo, è come se un azienda che produce auto di lusso si mostrasse all’esterno come un’auto sportiva. Inutile a dirsi, chi ama le auto di lusso non comprerà da quell’azienda.

In questo senso il mio lavoro permette ad ogni individuo di dare il massimo nella sua professione, e quindi dare valore alla società!

 

About Eleonora Ferrero

Aree di competenza: Social Enterprise Interessi: Social sturtup, innovazione e strumenti di creatività, crescita personale

2 commenti

  1. Grazie per questa intervista. Mi è piaciuto particolarmente l’analogia di personal branding alle macchine di lusso/sportive. :)

    Potetedarmi un esempio dell’azienda che ha cambiato modello da questo basato su profitto su questo basato sul valore?
    Grazie e complimenti

  2. Cara Agata,

    ti porto più esempi!

    Toms (fanno scarpe bellissime!)
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    Coffe for water
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