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Intervista ai fondatori di Tacatì.it spesa on line a km zero!

Intervista ai fondatori di Tacatì.it: spesa on line a km zero!

Un luogo dove trovare i prodotti delle migliori botteghe della città: macellerie, ortofrutta, negozi alla spina, enoteche, botteghe del biologico… Un luogo per il quale i bottegai selezionano le migliori specialità dei piccoli produttori locali, gestiscono gli ordini e consegnano la spesa a domicilio. “In questo modo, tutta la filiera alimentare locale è avvantaggiata: i piccoli produttori, i commercianti locali ed i consumatori.” Così si presenta in poche righe il sito Tacati.it, un e-commerce che propone i migliori prodotti delle aziende agricole del territorio e che mette in connessione tramite il web le piccole botteghe alimentari di zona e gli abitanti del quartiere, per una spesa online che valorizza i sapori tradizionali, fa bene all’ambiente e all’economia locale.

L’idea è venuta circa due anni fa a due ragazzi di Asti, Stefano CraveroGiulia Valente, entrambi laureati in economia e con un passato lavorativo all’estero.  Incuriosita da questa avventura, da quest’idea e dalla passione che traspare anche solo dalle immagini del sito, ho intervistato Giulia che si è subito prestata a raccontare la sua esperienza!

D: Giulia, raccontaci la tua storia professionale: come sei arrivata a creare la tua start up? Come hai elaborato l’idea di Tacati.it? A cosa devi la tua passione e il tuo successo, almeno fino ad ora?

R: Volevo mettermi alla prova e provare l’esperienza di creare e far crescere un’impresa da zero. Sono sempre stata molto attenta all’alimentare e incline alle nuove tecnologie per cui Tacatì è stato uno sbocco naturale. Se finora ce l’abbiamo fatta è perchè non abbiamo mai smesso di crederci e siamo stati capaci di ascoltare i segnali del mercato e aggiustare il tiro se necessario.

D: Nella tua esperienza in questa attività, quali sono state le maggiori difficoltà incontrate, e come le hai affrontate e superate?

R: Essere sempre pronti ad andare incontro alle reali esigenze dei clienti. Non è sufficiente che il prodotto piaccia a chi lo ha creato, ma deve andare a soddisfare un bisogno reale delle persone. Per questo bisogna sempre essere pronti a rifare tutto da zero (o quasi!)

D: Parliamo di successi. Quale in questi mesi ti piace considerare come tuo grande successo lavorativo e professionale?

R:Avere la fiducia di tutti i bottegai affiliati alla nostra piattaforma. E’ una grande soddisfazione traghettare i piccoli produttori e commercianti sul web. Abbiamo bisogno anche di questo in Italia.

D: Sentiamo parlare molto di imprenditoria giovanile, di nuovi imprenditori e di start up. Cosa consigli a chi vuole intraprendere un’attività legata a questo mondo, in questo periodo in Italia? Hai mai pensato di trasferire all’estero l’attività come fanno molti?

R: No, non ho mai pensato di andare all’estero. All’estero ci abbiamo lavorato, sia io che il mio socio, ma abbiamo deciso di creare qualcosa qui in Italia. A chi vuole intraprendere questo percorso suggerisco di darsi degli obiettivi e delle scadenze ben precise prima di iniziare e di monitorarsi rispetto ad esse durante tutto il percorso. Un business plan personale, insomma.

D: Tornassi indietro con l’esperienza di adesso, cosa faresti in modo differente  e cosa invece faresti allo stesso modo?

R: Cercherei sin dall’inizio un partner tecnologico con esperienza e un advisor con esperienza imprenditoriale. Mi rivolgerei nuovamente ad incubatori e acceleratori e parteciperei a premi e competizioni di settore.

D: A fronte della tua esperienza, del tuo modo di essere imprenditore e anche degli imprenditori  che hai occasione di incontrare, quali sono 3 caratteristiche che deve avere un imprenditore in Italia per avere successo? E uno start upper? E senti/vivi qualche differenza tra imprenditoria maschile e femminile, anche se nel mondo digitale si vive meno questo aspetto?

R: Deve avere un grandissimo senso pratico e organizzativo, deve avere intuito nel percepire i bisogni del mercato, non deve mollare alla prima difficoltà. Vale lo stesso per imprenditori e startupper. Sì, ci sono differenze tra imprenditoria maschile e femminile, nel senso che c’è molta complementarietà tra i diversi approcci (più competitivo l’approccio maschile, più collaborativo quello femminile oltre ad altre differenze).

Ringrazio Giulia per questa chiacchierata, e per i suggerimenti che dalla sua esperienza si possono trarre.

Voi cosa avete colto come punto di maggior interesse? E cosa ne pensate di questo sito che agevola la comodità della spesa on line, puntando su qualità, biologico e ambiente?

Intervista a cura di Nadia Toppino

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Impresa in Corso è un‘associazione per la crescita della cultura d’Impresa, orientata a migliorare le conoscenze di piccoli e medi imprenditori e a supportare lo sviluppo delle nuove idee di aspiranti e neo imprenditori.

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