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Sette Errori tipici delle Start Up e come prevenirli

Sette Errori tipici delle Start Up e come prevenirli

Nessuna start up o piccola azienda ha l’ambizione di non avere successo, ma alcune sono meglio disposte a evitare errori inutili e quindi più preparate a evitare fallimenti. Gli errori sono inevitabili, ma si mostra intelligenza cercando di imparare anche dalle esperienze negative di altri, permettendosi di anticipare o risolvere per tempo i problemi. Vediamo insieme sette errori che mi capita di riscontrare spesso nelle piccole imprese e nelle start up durante la mia attività di Consulenza o Business Coaching:

Aver già progettato di fallire non avendo mai fatto un Business Plan

Lo sviluppo di un business plan è il primo passo verso il successo. Le piccole imprese di maggior successo sono quelle che hanno un’idea valida e ben tracciata in un business plan. Pensa al tuo business plan come a un progetto che definisce i tuoi obiettivi, che ti permetterà di restare concentrato su di essi e ti aiuta a superare gli ostacoli che inevitabilmente compaiono. Un business plan efficace deve permetterti di:

  • Avere una sintesi di obiettivi e traguardi, un quadro complessivo della natura del tuo business. Se hai necessità di potenziali soci, partner o investitori, questi ti vorranno vedere un business plan prima di investire il loro tempo, il loro denaro, o entrambi nella tua impresa.
  • Aiutarti a gestire meglio il tuo business una volta che hai iniziato la tua attività. Il business plan sarà la guida che ti consentirà di valutare e analizzare i tuoi progressi.
  • Definire un modello di crescita. Come il tuo business prospererà e crescerà? Il business plan deve contenere la tabella di marcia della tua espansione. Se avrai bisogno di assumere dipendenti, maggiore informatizzazione, affittare grandi spazi o altro, il tuo business plan è lo strumento che deve essere in grado di aiutarti a gestire correttamente queste sfide.

Non avere abbastanza soldi

Il capitale iniziale può essere difficile da trovare, soprattutto quando l’economia è instabile, in difficoltà o in recessione. Per questo la maggior parte delle piccole imprese mette insieme varie fonti di finanziamento: risparmi propri, amici, familiari e conoscenti prima di passare a banche, investitori o business angel.

La maggior parte delle start up fa l’errore di sottovalutare le spese delle fasi iniziali nella pianificazione del budget. Per vari motivi, dopo qualche tempo, iniziano ad avere problemi anche solo per pagare le bollette perché non hanno preventivato conservativamente o non hanno previsto possibili imprevisti e/o emergenze.

Assicuratevi di aver raccolto abbastanza denaro da consentirvi di chiudere almeno con un bilancio in pari i primi due anni. Assicuratevi di poter accedere a una qualsiasi linea di credito in caso di necessità.

Dove raccogliere capitali? Alcuni semplici suggerimenti:

  • Auto finanziamento. Risparmia, perché potrebbe essere l’unica opzione disponibile agli inizi.
  • La tua rete di relazioni. Amici, famiglia e conoscenze. In questo caso, assicurati di proteggerli da qualsiasi possibile questione legale in modo che le relazioni personali non si compromettano se le cose non dovessero andare per il meglio.
  • Prestiti. Essere armati di un buon business plan, con proiezioni redditizie e il fatto che siete disponibili a metterci anche dei vostri soldi, vi aiuterà nella lotta per ottenere un prestito.
  • Finanziamenti. Vale quanto sopra, oltre ai criteri previsti dai singoli bandi.
  • Investitori e Business Angel. Qui dovete avere e saper sfruttare i contatti giusti e riuscire a farlo con buon tempismo. Il vostro successo può essere garantito se siete in grado di mostrare come il vostro business plan sia in grado di produrre, attraverso modello di business e proiezioni realistiche, un caso di successo.

Pensare di non aver bisogno di Web Marketing e Social media

Molte start up, soprattutto quelle che non si basano su business digitali, pensano di poter fare a meno ad esempio di un sito web professionale. Questo è uno dei più grandi errori che una start up può fare. Nell’attuale epoca digitale, i potenziali clienti cercano su internet informazioni e pareri su di voi, qualsiasi sia il settore in cui operiate. Se la vostra azienda non è in questo spazio, potete già mettere in conto una bassa aspettativa di successo. Anche potenziali partner, dipendenti o investitori vorranno vedere ciò che altri dicono riguardo a voi ed ai vostri prodotti/servizi/soluzioni/realizzazioni.

Non aver fatto ricerche di mercato

Questa è una componente essenziale per qualsiasi azienda e molte start up commettono l’errore di fare valutazioni superficiali. Al contrario, “andare a fondo” vi aiuterà a determinare se la vostra attività potrà produrre un risultato proficuo. Se i segnali non si rivelassero confortanti, è saggio rivedere il proprio business plan.

Quando fate ricerche di mercato cercate di evidenziare questi tre elementi:

  • Delineare la base di clienti. Chi sono i tuoi clienti potenziali? C’è una domanda di mercato sufficiente a sostenere la tua idea di business?
  • Dotarsi di un modello di business efficace. I mercati cambiano e lo fanno velocemente. La tua idea è attuale? Riuscirai a soddisfare le esigenze più importanti del settore cui ti rivolgi?
  • Conoscere la concorrenza. Che cosa stanno già facendo i tuoi competitors? Quale parte del mercato o del settore stanno già dominando? C’è abbastanza spazio per inserirsi? Si può capitalizzare su uno o più dei loro difetti o su loro palesi difficoltà? Per quanto tempo?

Anche dopo che la tua impresa è partita, mai smettere di ricercare. Deve far parte dei tuoi doveri. Le piccole imprese non hanno bisogno di spendere una notevole quantità di denaro in ricerche di mercato, ma il tempo e lo sforzo che a questo viene dedicato è di vitale importanza.

Evitare di fare un Piano di Marketing

Come detto dovresti decidere di partire basandoti sui risultati di specifiche ricerche di mercato, cui dovresti abbinare una strategia che ti consenta di raggiungere e proporti al meglio delle possibilità ai tuoi potenziali clienti. Dovete quindi avere un piano di marketing che tenga conto almeno di:

  • Prodotto. Target – Chi comprerà e perché? Qual è la concorrenza?
  • Prezzo. Quale sarà la tua politica commerciale?
  • Promozione. Qual è la strategia di comunicazione? Quali mezzi/media userete? Con che mix/pesi?
  • Posizionamento. Ti consiglio di aiutarti facendo sempre largo uso delle Swot Analysis valutando così punti di forza, debolezza, opportunità e minacce. Non aver mai paura di modificare il tuo piano secondo ciò che funziona e non funziona.

Essere nel sogno più che nella realtà

Le tue aspettative sono in linea con la realtà? Molti imprenditori sono vittime di auto sabotaggio. Molte piccole aziende falliscono perché le aspettative dei proprietari semplicemente non sono in linea con la realtà. Non sempre i clienti saranno disponibili a mettersi in coda davanti alla tua porta come taluni fanno per acquistare l’ultima versione di iPhone della Apple.

Essere positivi e convinti è fondamentale ma può essere un grave errore pensare che la tua attività si rileverà immediatamente redditizia. Con tutte le spese, problemi imprevisti, attrezzature, ecc… cui dovrai far fronte per portare il tuo business a regime, meglio considerare che ci vorrà qualche mese, se non qualche anno, per vedere profitti e utili.

Essere finalmente liberi di fare ciò che si ama, non significa che lavorerai meno di quanto hai fatto o faresti da dipendente di qualcun altro. Una vacanza potrebbe anche essere un lusso irrealistico, almeno per i primi due anni.

Non aver deciso chi vende

Questo è uno degli errori più incedibili, maggiormente dannosi e più comuni. La presunzione di pensare che basti la buona idea o la competenza o il giusto prodotto/servizio per vendere. Puoi avere pensato e previsto tutto alla perfezione ma se non hai chiaro chi deve preoccuparsi di vendere e se chi dovrà farlo ha le giuste capacità/conoscenze per farlo sarà meglio che eviti di partire, perché fallirai.

Vendere è oggi scienza. Servono atteggiamento, tecniche, la giusta metodologia, in altre parole, complessivamente, un processo di vendita professionale ed efficace.

Come Trainer, accolgo mensilmente in aula startupper, professionisti e piccoli imprenditori che si rendono conto di quanto oggi sia importante saper vendere.

Formarsi in questo ambito è fondamentale per poter pensare di eccellere e veder prosperare la propria azienda.

Avviare una propria piccola impresa prevede rischi ma anche grandi ricompense se farai le cose correttamente. Rischiare è parte della grande impresa che si decide di affrontare e anche i migliori imprenditori hanno fatto la loro giusta quota di errori lungo la strada che li ha portati al successo.

La cosa fantastica è che puoi imparare a far le cose nel modo corretto, anche trovando un buon “mentore”. Evitare questi sette errori comuni comunque, è già un buon modo di procedere.

Al tuo successo!

Fabrizio Diluca

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About Fabrizio Diluca

Società: fd research group s.r.l.  -  Aree di competenza: Entrepreneurship, Leadership, Business Development, Marketing strategies, Sales Management  -   Interessi: Formazione, Business Coaching, Sviluppo e crescita personale, Musica, Alta Fedeltà, Investimenti Finanziari

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2 commenti

  1. Articolo efficace ed estremamente chiaro Fabrizio. Sempre ottimi spunti.

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