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Controllare la liquidità in azienda: il budget di cassa (Parte 2)

Come spiegato nel precedente articolo (Controllare la liquidità in azienda: il budget di cassa – Parte 1), il budget di cassa è diventato oggi uno strumento necessario a qualunque piccola e media impresa, soprattutto in periodi come questi in cui la finanza aziendale può diventare o un fattore di successo di qualunque impresa o un fattore di insuccesso o fallimento, a parità del prodotto o servizio offerto al mercato.

Presentiamo un esempio di budget di cassa mensile: le colonne rappresentano i dodici mesi dell’anno. Le righe invece contengono le previsioni mensile dei flussi finanziari in entrata ed in uscita nell’anno considerato.

IL BUDGET DI CASSA: UN MODELLO TIPO

 

gen

feb

mar

apr

dic

TOT

Saldo iniziale

 

 

 

 

 

 

 

Entrate Monetarie

 

Apporti dei soci

Incassi

Altre entrate

 

Totale Entrate

 

 

 

 

 

 

 

Uscite Monetarie

 

Affitti

Materie Prime

Cancelleria

Mat. Promozionale

Tasse varie

Manutenzioni

Utenze

Salari e stipendi

Spese generali

Consulenze

Imposte e Tasse

Altre Uscite

 

Totali Uscite

 

 

 

 

 

 

 

 

Avanzo/Disavanzo

di periodo

 

 

 

 

 

 

 

Nuovi Prestiti/Finanz.

 

 

 

 

 

 

 

Utilizzo Fido Cassa

 

 

 

 

 

 

 

Rimborso Prestiti/Finanz.

 

 

 

 

 

 

 

Saldo Finale

 

 

 

 

 

 

 

 

Per ogni mese occorre indicare:

  • Il saldo di cassa e banca iniziale;
  • Eventuali apporti iniziali dei soci (nel caso ad esempio di una nuova azienda);
  • La previsione di entrate di cassa per ciascun mese;
  • Eventuali altre entrate previste;
  • Sommare le entrate per ottenere il totale delle entrate;
  • Effettuare le previsioni di uscite necessarie al funzionamento dell’azienda (materie prime, salari e stipendi, affitti, spese generali, ecc.);
  • Fare la somma di tutte le uscite previste di cassa per ottenere il totale delle uscite del mese;
  • Sottrarre dal totale delle entrate del mese, il totale delle uscite del mese e calcolare il saldo in avanzo/disavanzo mensile;
  • Sommare o sottrarre il saldo in avanzo/disavanzo al saldo di cassa e banca iniziale;
  • Calcolare il saldo di cassa e banca finale;

Naturalmente in presenza di fidi di cassa, ad esempio, occorre introdurre una voce di utilizzo fido qualora il saldo di cassa e banca sia negativo. In caso invece di prestiti ricevuti da soci o banche occorre prevedere l’entrata prevista in fase di erogazione del prestito e prevedere le uscite per le rate di rimborso del prestito.

 

About Alberto Baruffaldi

Società: fd research group srl  -  Aree di competenza: Controllo di Gestione, Finanza Aziendale e Business Development  -   Interessi: Coaching, No Profit, Business Networking e nuove tecnologie.

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2 commenti

  1. Ottimo format/esempio di gestione di cassa per avere un prospetto sintetico dei flussi mensilmente
    e soprattutto per poter prendere decisioni strategiche in “real time”.

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