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Imprenditori e professionisti, imparare dal Rugby

Imprenditori e professionisti, imparare dal Rugby

Ho preso parte ad uno splendido evento formativo organizzato per imprenditori e professionisti sul campo da rugby. Credo molto nell’imparare dallo sport: è un’esperienza fondamentale per trovare stimoli e suggerimenti per chi ha delle responsabilità di un team. E il rugby è uno dei migliori in questo, per la grande componente etica e di gestione del gruppo.

Tenuta sportiva, scarpe da ginnastica e tanta grinta in campo sono stati i fattori comuni dei partecipanti. Nella testa avevamo tutti ben chiara l’Haka, la danza rituale maori che sul campo vediamo fare dai famosi AllBlacks.

Tra esercizi e prove, tra passaggi di palla e creazione del team per la famosa “mischia”, ho imparato e vissuto sul campo alcuni principi base del rugby, intuendone più o meno facilmente la loro possibile declinazione in campo aziendale.

Ecco qui alcuni di questi elementi base del rugby che tra le prove in campo e in aula sono stati evidenziati:

  1. il concetto di AVANZARE, che esemplifica l’idea di crescita insita in ogni attività….la palla ovale può essere lanciata solo all’indietro, mentre tu avanzi correndo…una perfetta metafora del procedere coinvolgendo sempre chi c’è dietro, e soprattutto avanzare “SENTENDO” quelli dietro di te.
  2. il forte senso di RISPETTO e UNIONE, la squadra è “una cosa sola”…nell’esercizio della mischia la squadra diventa un unico corpo, si muove insieme, respira insieme, perchè anche la minima distanza tra un corpo e l’altro può fare la differenza. C’è molto da riportare in campo aziendale, dove spesso i vari “organi” sono troppo distanti uno dall’altro, e non riescono a percepire i battiti dell’organizzazione
  3. l’idea di SOSTEGNO, parola chiave del gioco del rugby, spiegata in modo molto efficace dalle parole di un famoso allenatore, Massimo Mascioletti :”Mi piace sottolineare che nel rugby si parla di sostegno e non di aiuto. Pensate a quanto sia importante questa differenza, anche in azienda. Finché io ti aiuto vuol dire che tu in quel momento non sei in grado di fare una cosa, sei ancora indietro rispetto a quella cosa e quindi io ti aiuto. Il sostegno è un sostegno fra pari.”
  4. il concetto di SPAZIO, ossia la capacità di prevedere il movimento e individuare le direzioni verso cui indirizzarlo… facile e immediato il paragone con l’azienda: siamo in grado di prevedere l’andamento del mercato o dei nostri concorrenti e individuare noi stessi gli spazi, le nicchie verso cui indirizzarci?
  5. il forte senso di RESPONSABILITA’: il rugby si gioca in prima persona, prevede l’assunzione di decisioni e quindi di responsabilità…ogni attività in azienda dovrebbe nascere da questo profondo senso, l’imprenditore e il professionista dovrebbero averli insisti nella loro natura.

Sono uscita dal campo con l’idea ben salda in me che il rugby è lavoro costante, strategia, organizzazione del gioco, rispetto dei ruoli e capacità di muoversi.  La specializzazione dei ruoli è forte, la sincronia del gioco va studiata attentamente. Tutti partecipano e tutti vincono, senza protagonismo. Una super regola ne è la prova: quella che impone di raccogliere la palla  ovunque uno si trovi e di rimetterla in gioco nell’interesse del gruppo, anche fuori dal proprio ruolo. Quindi specializzazione, ma anche flessibilità e conoscenza del lavoro altrui. Tutto questo per sviluppare la capacità di integrarsi, per costruire insieme qualcosa che da soli non può essere fatto: anche nel passaggio del pallone occorre l’attenzione all’altro; non basta passarlo, bisogna farlo in modo che il compagno sia in grado di utilizzarlo al meglio per continuare l’azione. Il traguardo si chiama  META, e averne una nel lavoro e nella vita è già il più grande risultato!

Con queste considerazioni  le similitudini con le organizzazioni sono molte e seguirà a questo articolo un confronto su campo di allenatori e imprenditori.

Chi tra di voi è appassionato di rugby? Quali similitudini riesce a riscontrare con il mondo della propria azienda o attività professionale? E quanto vorrebbe dei collaboratori che inseme a lui cantano l’Haka davanti ai concorrenti? 😉

 

About Nadia Toppino

Aree di competenza: Public Relations, Organizzazione Eventi, Food&Wine blogger, Creatività aziendale - Interessi personali: Food&Wine, Sociale e No profit, Business Networking

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